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tHe SpaCe InSidenulla è impossibile 1/3/2008 Motociclisti... strana, meravigliosa gente!"Mi aveva tanto parlato di voi, ma a dire il vero non lo avevo mai ascoltato più di tanto, ma essendo un gran "capoccione" me li ha voluti far conoscere uno ad uno, questi ragazzi da abbracciare e baciare come figli propri, immersi in quelle loro tute di pelle, con i loro caschi sgargianti, tutti veri DURI! Gente che su strada non abbassa mai lo sguardo. Ma provate ad alzare loro quelle visiere scure da marziani e troverete occhi splendidi, puliti, gonfi di quelle lacrime vere in cui puoi annegare ed arrivare fino in fondo alla loro anima per vedere com'è candida. Provate poi a togliergli quelle tute e troverete la loro interno dei bambinoni innamorati della vita, del weekend a bistecche e salsiccie, ma ancora tanto bisognosi di un padre o di una madre che li prenda per mano quando la sorte inizia a giocare duro." [discorso del padre] Si dice che ogni volta che saliamo in sella ai nostri destrieri insieme a noi salgano pure Angeli e Diavoli.. E' vero! Rappresentano quel dualismo che rende questo modo di vivere così denso di emozioni che a volte il cuore pare voler saltar via dal petto e mettersi a correre, ad urlare. Diavoli che girano quel polso in maniera, a volte, così irrazionale e violenta che lo schizzo di adrenalina ti arriva diritto al cervello senza passare dal via, lasciandoti i tremori per lunghissimi e interminabili minuti; Angeli che portano il volto e la voce di chi non è più con noi, dei nostri affetti, delle nostre paure ed esperienze costruite sulle nostre ossa rotte. Si, è vero, in moto si muore, caspita.. può capitare ad ognuno di noi e ci si fa male, tanto male, ma quanto vita si trasforma in ricordi bellissimi, in attimi eterni, in risate così fragorose da far tornare il sole anche in una fredda e piovosa giornata? Parlate con ognuno di Noi e fatevi raccontare un giro, un aneddoto, una curva e perdetevi in quello sguardo che comincia a scintillare, nelle risate, nel sorriso che, spontaneo, stira gli angoli del viso e distende la fronte. Parlate con ognuno di noi e chiedetegli cosa sarebbe di lui se un giorno dovesse rinunciare a questa passione e preparatevi a sentire l'urlo del silenzio, a vedere quello sguardo di bimbo diventare lo sguardo un un marinaio costretto a vivere a terra con il mare in vista o di un pilota che guarda il cielo ancorato a terra. In moto si muore, è vero.. ma non esiste modo migliore per vivere il tempo che ci è concesso... E se ancora non lo avete capito beh, lasciate perdere, non lo capirete mai... Ma se un domani, andando al mare con la vostra famiglia automobilisticamente corretta, dovesse sopraggiungere uno di Noi e vedreste vostro figlio girarsi di scatto e salutare sbracciando come un pazzo, rinunciate a capire anche lui... Lui che nella sua incoscienza vede in Noi quella scintilla che voi non siete stati capaci di scorgere. E se vedete il Motociclista ricambiare il saluto... beh, non c'è nulla di strano, sapete? Tra angeli in terra ci si saluta sempre... Ma questo, chi ha perso le ali, non lo ricorda... Motociclisti... strana, meravigliosa gente! Ezio ci ha lasciati. Se n'è andato facendo la cosa che più amava, se n'è andato guidando la sua adorata moto. Il cuore mi si stringe nel darvi questa notizia, le gambe mi tremano pensandolo dipingere le curve come solo lui sapeva fare... non riesco a fermare le lacrime. Il pensiero di tutti noi va a Michela, la sua compagna di viaggio, ed alla famiglia. Ciao Zezuccio
12/24/2007 buon nataleI sintomi principali sono la tristezza, il senso di abbattimento e l'incapacità di provare emozioni piacevoli. A questo in genere si associano la perdita dell'interesse per le attività abituali e l'incapacità a prendere qualsiasi iniziativa o decisione. Il paziente è distaccato da ciò che lo circonda (familiari, amici, lavoro), si ritira progressivamente da ogni occupazione e sembra indifferente anche di fronte a situazioni o eventi che normalmente gli davano gioia. In realtà questa apparente indifferenza è fonte di sofferenza interna per il fatto di non riuscire più a provare sentimenti ed emozioni. Il paziente diventa triste, scoraggiato, senza speranza, si disinteressa di ciò che lo circonda e interrompe le attività abituali (lavoro, studio, impegni casalinghi ecc.). L'appetito è generalmente ridotto, il paziente mangia poco o non mangia affatto e dimagrisce talvolta in maniera evidente. Altre volte le abitudini alimentari diventano irregolari, il paziente mangia poco o soltanto particolari tipi di alimenti, non rispetta i pasti principali o mangia frequentemente. ma che stai facendo?Cercando di spostare la mia vita in avanti facendo meno rumore possibile dove sei?Sei nell’anima E lì ti lascio per sempre 12/11/2007 questa me la devi spiegare..[...] Tu dimmi poi che senso ha ora piangere piangere addosso a me che non so difendere questa mia brutta pelle [...] ci conosciamo?
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